Terapia del dolore: cos'è e a cosa serve (2023)

Cos’è la terapia del dolore?

La terapia del dolore è una disciplina medica che ha lo scopo di identificare, valutare e trattare il dolore acuto e/o cronico. Vi sono infatti diverse tipologie di farmaci e terapie che possono essere messe in atto per ridurre o annullare il dolore.

La terapia del dolore è praticata prevalentemente del medico anestesista, ma è una pratica clinica che trova applicazione in qualsiasi ambito medico chirurgico.

Cos’è il dolore?

Il dolore è un sintomo e rappresenta il mezzo tramite il quale l’organismo segnala la presenza di un danno ai tessuti.

La IASP (Associazione Internazionale per lo Studio del Dolore) definisce il dolore come

“un’esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole associata a danno tessutale in atto o potenziale. È un esperienza individuale e soggettiva, a cui convergono componenti sensoriali e componenti affettive legati all’esperienza, che modulano in maniera importante quanto percepito”. Fonte: IASP

Il dolore infatti ha due componenti principali:

(Video) TERAPIA DEL DOLORE: cos'è? Ecco tutto quello che c'è da sapere

  • Componente legata alla percezione, è la componente sensoriale vera e propria. Avviene tramite il trasporto di un segnale nervoso dalla sede in cui vi è un danno tissutale fino al sistema nervoso centrale (encefalo) dove avviene il riconoscimento e la percezione dello stimolo dolorifico.
  • Componente emotiva, uno stimolo dolorifico evoca a livello cerebrale un’emozione collegata all’esperienza del dolore. È una componente prettamente psicologica collegata all’esperienza della sensazione spiacevole legata al dolore. La percezione del dolore quindi è molto variabile da persona a persona a seconda dei trascorsi emotivi, delle esperienze pregresse e del contesto sociale.

A cosa serve il dolore?

Il dolore è una forma di difesa del nostro organismo; la percezione del dolore permette di segnalare una lesione od un’alterazione di un tessuto del corpo. Si tratta quindi di un importantissimo campanello d’allarme del corpo umano che permette alla persona di rendersi conto di essere di fronte ad un problema.

Le vie del dolore

Il dolore può essere classificato in tre differenti forme:

  1. Dolore somatico:È un dolore che origina a livello periferico da stimoli nocicettivi, principalmente di cute e mucose, ma anche di legamenti, ossa, muscoli. Il segnale nervoso è trasportato attraverso i nervi da particolari tipi di fibre nervose che lo rendono un dolore netto o sordo. Questa forma di dolore è facilmente localizzabile dal paziente che riesce ad identificare con precisione la zona interessata.
  2. Dolore viscerale:È un dolore che deriva da stimoli originati a livello degli organi interni. È difficilmente localizzabile dal paziente, che riferisce una sensazione spiacevole ma indefinita, spesso di carattere crampiforme. Tale dolore viene spesso anche percepito a livello cutaneo molto distanziato rispetto al distretto di origine del danno a causa della coesistenza di tipi diversi di fibre nervose. Il più classico stimolo che causa tale dolore è la distensione dell’intestino.
  3. Dolore neuropatico:Il dolore neuropatico deriva da un danno diretto alle strutture che trasportano il segnale nervoso: recettori periferici, nervi, strutture del sistema nervoso centrale. Il dolore neuropatico è descritto dal paziente come urente e intenso. È spesso accompagnato da un deficit sensitivo della zona interessata.

Dolore acuto e cronico

Dal punto di vista prettamente temporale il dolore può essere suddiviso in dolore acuto e dolore cronico.

(Video) Terapia del dolore: come funziona e per chi è efficace?

  • Il dolore acuto è un dolore generalmente intenso, ma di breve durata. Ha spesso un evidente rapporto di causa effetto.
  • Il dolore cronico invece è un dolore persistente nel tempo ed è da considerare esso stesso come una malattia. Tra le cause vi sono malattie croniche (tumori, artrite, diabete), lesioni tissutali permanenti (ernie discali, rotture di legamenti) e patologie neurologiche. Spesso il dolore cronico ha una forte componente psicologica, per cui ciò che viene percepito dal paziente è in realtà sproporzionato rispetto al danno esistente.

Come si misura?

Il dolore è difficile da descrivere e da quantificare, per cui negli anni si sono sviluppate diverse scale utili per il personale sanitario per diagnosticarlo correttamente.

Scala VAS

La scala VAS è una scala analogico-visiva che consiste in una striscia di carta lunga 10 centimetri con rappresentati alle estremità:

  • Nessun dolore
  • Massimo dolore immaginabile

Il personale sanitario chiede al paziente di identificare un punto sulla scala che corrisponde al dolore che viene percepito in quel momento.

È una delle scale di misurazione del dolore più utilizzata soprattutto in regime di urgenza nei pronto soccorso.

Terapia del dolore: cos'è e a cosa serve (2)

(Video) Terapia del dolore: cos'è?

iStock.com/EgudinKa

Scala VDS

La scala VDS è una scala verbale che consiste in una striscia di carta che riporta aggettivi indicanti il livello del dolore provato dal paziente.

Tra gli aggettivi vi sono:

  • Nessun dolore
  • Dolore molto lieve
  • Dolore lieve
  • Dolore moderato
  • Dolore forte
  • Dolore molto forte

Scala Wong Baker

È una scala formata da disegni di faccine con varie espressioni che vanno dalla faccina sorridente fino alla faccina in lacrime disperata. Le diverse faccine rispecchiano lo stato in cui si può trovare il paziente in un determinato momento, sarà proprio il paziente ad indicare la faccina che più lo rappresenta.

Scala FLACC

È una scala utilizzata nella valutazione del dolore nei pazienti piccoli, dai 2 mesi fino ai 7 anni di età. Questa scala permette di valutare cinque diversi parametri quali:

  • Espressione facciale
  • Gambe
  • Pianto
  • Attività
  • Consolabilità

Trattare il dolore

Il dolore viene trattato secondo delle linee guida stilate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che suggeriscono una successione di trattamenti da utilizzare in modo sequenziale a seconda dell’entità iniziale. I trattamenti vengono modulati e adattati a seconda alla risposta del paziente alla terapia effettuata.

Trattamenti farmacologici

Inizialmente vengono proposte delle terapie farmacologiche che prevedono principalmente l’uso sequenziale di:

  • Farmaci antiinfiammatori, per dolore di lieve entità
  • Farmaci oppioidi, per dolore da moderato a grave

La via preferenziale di somministrazione della terapia è sempre quella meno invasiva, tipicamente quindi in forma orale. Successivamente si può passare alla somministrazione per via enterale, ovvero tramite un catetere venoso.

Tra i trattamenti farmacologici in realtà vi sono diverse classi di farmaci che possono essere utilizzate singolarmente o in combinazione a seconda delle esigenze del paziente:

(Video) La terapia del dolore spiegata dal dott. Vito Petruzzelli

  • Farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS):I FANS sono una classe di farmaci ad effetto antidolorifico, antiinfiammatorio ed antipiretico. Agiscono nell’organismo andando ad inibire un enzima, la cicloossigenasi, coinvolta nel processo infiammatorio. Ne sono esempi comuni l’ibuprofene, il ketoprofene, la nimesulide, l’aspirina, … disponibili anche come farmaci da banco (a dosi ridotte).
  • Paracetamolo:È un farmaco con azione analgesica e antipiretica ampiamente utilizzato (ad esempio Tachipirina). La sua azione antiinfiammatoria invece è molto debole.
  • Cortisonici: Anche definiticorticosteroidi o farmaci antinfiammatori steroidei (per differenziarli dai FANS), sono molecole dotate di buona efficacia antidolorifica ed antinfiammatoria (oltre che, in molti casi, antiallergica); il principale limite è dettato dagli inevitabili effetti collaterali legati all’utilizzo a lungo termine.
  • Cannabinoidi: Per quanto molto pubblicizzato dai media, il ricorso alla cannabis terapeutica trova ad oggi una letteratura più solida relativamente al trattamento di nausea e vomito, anche se può comunque venire prescritta anche a scopo antidolorifico.
  • Oppioidi:Gli oppioidi sono analgesici ampiamente utilizzati nella terapia del dolore sia acuto che cronico. Agiscono legandosi a specifici recettori per gli oppioidi presenti nel sistema nervoso e nell’apparato gastroenterico. Sono tra i farmaci maggiormente utilizzati per la gestione del dolore intra-operatorio e postoperatorio e sono il cardine nella terapia del dolore oncologico.Nelle cure palliative il loro dosaggio viene modulato a seconda delle condizioni del paziente e dell’inevitabile fenomeno di tolleranza a cui l’organismo va incontro (l’organismo in qualche modo si adatta al dosaggio di oppioide e diventa quindi nel tempo meno sensibile alla sua azione).
    Tra i farmaci oppiodi più conosciuti vi sono: morfina, petidina, fentanyl, sufentanil, tutti medicinali soggetti ad una stringente legislazione perché caratterizzati, tra l’altro, da un elevato rischio di abuso/dipendenza.
  • Antidepressivi: Sono farmaci che possono dare un aiuto nel trattamento del dolore, soprattutto per quanto riguarda quello neuropatico. Tra i più utilizzati a questo scopo vi sono gli inibitori del reuptake della serotonina (SSRI), gli antidepressivi triciclici e la duloxetina.
  • Anticonvulsivanti:Gli anticonvulsivanti o antiepilettici sono utilizzati come gli antidepressivi per il trattamento del dolore neuropatico. Tra i più utilizzati vi sono il gabapentin e il pregabalin.

Trattamenti non farmacologici

Tra i trattamenti non farmacologici si annoverano approcci che prevedono l’uso delle correnti elettriche o elettromagnetiche per la stimolazione nervosa come per esempio:

  • Radiofrequenze
  • TENS

In questo gruppo rientrano anche approcci alternativi e complementari, in alcuni casi di comprovata utilità (come la psicologia cognitivo-comportamentale, l’ipnosi e l’attività fisica) ed in altri più legati ad un possibile effetto placebo (come nel caso dell’agopuntura).

Trattamenti Invasivi

Nei casi di dolore intenso, che non riesce ad essere gestito con l’uso di soli farmaci per via orale, possono essere attuati dei metodi più efficaci ma più invasivi:

  • Blocchi nervosi: vengono inseriti dei piccoli cateteri a livello di specifici nervi interessati nella trasmissione del dolore e tramite questi praticate delle iniezioni di farmaci anestetici. Sono degli esempi i blocchi continui del plesso ascellare o del plesso femorale per annullare il dolore rispettivamente a livello del braccio o della gamba.
  • Infiltrazioni intraarticolari/periarticolari/perivertebrali di farmaci antidolorifici, anestetici.
  • Anestesie epidurali: viene inserito un catetere a livello dello spazio epidurale del midollo spinale e tramite questo vengono infusi farmaci anestetici che consentono di controllare la sintomatologia dolorosa in maniera regolare in base ai bisogni del paziente.
  • Utilizzo diinfusori o pompe elastomeriche: sono dei dispositivi che erogano in maniera autonoma e continua farmaci antidolorifici nel sangue del paziente tramite un catetere venoso.
  • PCA ovvero “patient controlled anestesia” prevede l’utilizzo di pompe antalgiche a controllo del paziente. Tramite questi dispositivi è il paziente stesso che può auto-somministrarsi una miscela di farmaci preimpostata dai medici. Ciò avviene in condizioni di sicurezza poiché i dispositivi vengono programmati affinché il paziente non superi la dose raccomandata.

FAQs

Cosa ti fanno con la terapia del dolore? ›

La Terapia del Dolore. La terapia del dolore è una disciplina della medicina che si occupa della diagnosi e della cura del paziente affetto da sintomatologia dolorosa acuta e cronica, benigna o neoplastica. In questa specialità il termine curare riacquista il suo significato più vero di "prendersi cura della persona".

Quando si ricorre alla terapia del dolore? ›

Tratta tutte le patologie dolorose che affliggono i pazienti: da una sintomatologia dovuta a intervento chirurgico, ad una dovuta a una patologia cronica (anche oncologica), oppure ancora dovuta a patologie degenerative o compressive (artrosi o tutto ciò che attiene il danneggiamento dei tronchi o delle terminazioni ...

Quali farmaci si usano per la terapia del dolore? ›

Fra gli analgesici oppioidi maggiormente impiegati nella terapia del dolore troviamo la codeina, il tramadolo, la buprenorfina, il fentanil, l'ossicodone, il metadone, l'idromorfone e la morfina.

Chi ha diritto alla terapia del dolore? ›

I medici di medicina generale (MMG) sono in grado di dare la prima risposta diagnostica e terapeutica ai bisogni della persona con dolore, di indirizzare, quando necessario e secondo criteri condivisi di appropriatezza, il paziente allo Spoke/Centro ambulatoriale di Terapia del Dolore o all'Hub/Centro ospedaliero di ...

Quanto durano gli effetti della terapia del dolore? ›

Quanto dura la visita di terapia del dolore? La prima visita di terapia del dolore dura mediamente 15-20 minuti.

Dove viene fatta la terapia del dolore? ›

Vi sono infatti diverse tipologie di farmaci e terapie che possono essere messe in atto per ridurre o annullare il dolore. La terapia del dolore è praticata prevalentemente del medico anestesista, ma è una pratica clinica che trova applicazione in qualsiasi ambito medico chirurgico.

Qual è il più potente antidolorifico? ›

La morfina e i farmaci morfino simili (come l'ossicodone, il fentanil e la buprenorfina) sono i più potenti analgesici esistenti in commercio, disponibili anche sotto forma di cerotti transdermici, da applicare sulla pelle.

Qual'è l'antidolorifico con meno effetti collaterali? ›

Poiché i FANS possono causare effetti collaterali importanti, si raccomanda spesso l'uso di alternative. L'alternativa principale per il dolore è il paracetamolo, disponibile come farmaco da banco e sicuro per la maggior parte delle persone.

Quanto costa fare la terapia del dolore? ›

I risultati hanno mostrato che il trattamento più economico attualmente impiegato è la somministrazione per via orale "tutto il giorno" (8,23 €), mentre il più costoso è il blocco nervoso periferico continuo (€ 223,46). L'analgesia endovenosa controllata dal paziente costa 277,63 €.

Qual è il più potente antidolorifico naturale? ›

Il più potente antidolorifico naturale

L'estratto di corteccia di salice contiene acido salicilico, la composizione chimica dell'estratto è simile ai principi attivi del farmaco da banco.

Perché gli antidolorifici non fanno più effetto? ›

Perché l'antidolorifico non fa effetto? L'uso prolungato di antidolorifici oppioidi: causa alterazioni cerebrali; può richiedere l'assunzione in dosi sempre più elevate per dare lo stesso livello di sollievo dal dolore (tolleranza); può accentuare la sensibilità al dolore e intensificarlo.

Qual è il miglior antidolorifico e antinfiammatorio? ›

Gli antidolorifici più utilizzati sono:
  • il paracetamolo, efficace contro dolori, sia acuti che cronici, di intensità lieve-moderata. ...
  • gli antinfiammatori, efficaci contro dolori, sia acuti che cronici, di intensità lieve-moderata.

Quante sedute di terapia del dolore? ›

🔹Risposta --> Indicativamente si parla di 3-5 sedute, lasciando 7 giorni o più tra una seduta e l'altra. Il numero dei trattamenti, peró, varia a seconda di numerosi fattori che tra poco vedremo insieme.

Quando il dolore non passa? ›

Quando il dolore non passa e diventa intenso i metodi più efficaci per combatterlo sono: terapie con farmaci. tecniche chirurgiche specifiche per il dolore. tecniche di analgesia e anestesia locali.

Cosa prendere per il dolore cronico? ›

Farmaci
  1. Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS. Gli antidepressivi, gli antiepilettici e altri farmaci attivi a livello del sistema nervoso... ...
  2. Analgesici oppiacei. Gli antidepressivi, gli antiepilettici e altri farmaci attivi a livello del sistema nervoso... ...
  3. Analgesici adiuvanti.

Quali sono i farmaci oppiacei? ›

Tra i principali oppioidi di uso corrente:
  • Codeina.
  • Tramadolo.
  • Morfina a cessione controllata.
  • Buprenorfina.
  • Buprenorfina cerotto.
  • Fentanile.
  • Fentanile cerotto.

Quali sono i tumori più dolorosi? ›

I tumori a più elevata incidenza di dolore risultano essere le metastasi (prevalentemente ossee) e i sarcomi (80%), quelli a minore incidenza le leucemie ed i linfomi.

Quando un tumore provoca dolore? ›

Non tutti i pazienti oncologici infatti provano dolore. Si calcola che, durante la malattia, lo provi dal 30% al 50% dei pazienti; nelle fasi più avanzate, tuttavia, questo sintomo si fa più frequente, colpendo dal 70% al 90% dei pazienti. Nella maggioranza dei casi esiste però la possibilità di controllarlo.

A cosa serve la terapia? ›

Le terapie sono misure aventi lo scopo di riportare uno stato patologico a uno stato sano e rendere sopportabile la manifestazione di sintomi disagevoli.

Quali sono gli antinfiammatori che non fanno male allo stomaco? ›

Una alternativa agli antinfiammatori è il paracetamolo: non provoca danni allo stomaco ed è per questo il farmaco antidolorifico di prima scelta, indicato in particolare per persone che soffrono di problemi di stomaco, donne gravide e bambini.

A cosa serve il Toradol? ›

TORA-DOL fa parte dei farmaci antinfiammatori/antireumatici non steroidei. TORA-DOL è indicato soltanto nel trattamento a breve termine (massimo 5 giorni) del dolore post operatorio di grado moderato.

Come agiscono gli oppioidi nel dolore? ›

Gli oppioidi, endogeni od esogeni, inibiscono la trasmissione dello stimolo doloroso agendo a vari livelli: riducono la capacità percettiva dei nocicettori; a livello delle corna spinali riducono il rilascio dei neurotrasmettitori responsabili della trasmissione del dolore; a livello talamico impediscono la ...

Cosa fa la morfina al cervello? ›

La Morfina è un narcotico. Il suo esatto meccanismo di funzionamento non è noto, ma si sa che interagisce con recettori specifici nel cervello (i recettori mu degli oppioidi) ed è stato dimostrato che inibisce alcuni neuroni che partecipano alla percezione del dolore.

Come antidolorifico meglio Brufen o Tachipirina? ›

Non è complicato, in conclusione: dolore e febbre, va bene la Tachipirina o paracetamolo, se c'è anche infiammazione, ci vuole ibuprofene.

Per cosa è indicato il Brufen 600? ›

Indicazioni BRUFEN ® Ibuprofene

BRUFEN ® è indicato sia nel trattamento sintomatologico delle malattie reumatologiche inclusa l'artrite giovanile che nel trattamento degli stati flogistici e dolorosi associati a patologie muscolo scheletriche, dismenorrea, operazioni chirurgiche, emicrania e traumi.

Come funziona la terapia antalgica? ›

Si tratta di un'esperienza soggettiva, nella quale convergono componenti sensoriali (nocicezione) dipese dallo stimolo doloroso e componenti affettive ed esperienziali, in grado di modulare in maniera significativa quanto percepito”.

Che cosa è una visita Algologica? ›

La visita algologica è una visita medica specialistica, un importante punto di contatto tra paziente e specialista in Algologia. L'Algologo concentra la sua attenzione sul dolore che il paziente avverte, anche qualora si tratti di patologia dolorosa multipla.

Che cosa è la terapia antalgica? ›

La terapia del dolore, anche detta terapia antalgica o algologia comprende sia la somministrazione di farmaci, sia trattamenti chirurgici, attività di riabilitazione e supporto psicoterapeutico, a seconda della tipologia di dolore da trattare e delle sue cause.

Cosa fa infiammare i nervi? ›

Un nervo può infiammarsi per infiniti motivi. Tra i principali si possono elencare: un trauma localizzato: prendere una botta, cadere, schiacciare un nervo o parte di esso, può creare delle microlesioni nello strato protettivo mielinico del nervo stesso, provocandone la conseguente infiammazione dolorosa.

Quali sono gli alimenti che infiammano le articolazioni? ›

I nemici dell'infiammazione da evitare a tavola per contrastare il dolore alle articolazioni
  • Zucchero e bevande zuccherate (succhi di frutta zuccherati, gli energy drink, le bibite gasate)
  • Dolciumi e carboidrati raffinati (merendine, caramelle, torte e gelati)
  • Carni lavorate (insaccati, carne in scatola)

Cosa bere per togliere infiammazione? ›

The nero: da sempre noto anche per le sue proprietà analgesiche, potete berne una tazza per combattere l'infiammazione e attenuare il dolore.
  • Antinfiammatori naturali: un tè allo zenzero con limone e miele.
  • Tra gli antinfiammatori naturali maggiormente efficaci, il mirtillo rosso.
22 Jun 2019

Quali sono i dolori neuropatici? ›

Il dolore neuropatico, o nevralgia, è una sensazione dolorosa cronica che compare a seguito di un deterioramento, o di un malfunzionamento, dei nervi del sistema nervoso periferico (neuropatia periferica) o delle strutture del sistema nervoso centrale.

Che cosa è il dolore neuropatico? ›

Il dolore neuropatico è una sensazione di dolore dovuta ad una lesione o ad una qualche patologia del sistema nervoso somatosensoriale. Il danno nervoso può presentarsi a livello di: Corteccia cerebrale. Strutture del sistema nervoso centrale.

Qual è il farmaco migliore per la fibromialgia? ›

I miorilassanti che hanno dimostrato azione più specifica nella fibromialgia sono la ciclobenzaprina e la tizanidina.

Quali sono gli alimenti che provocano infiammazione? ›

Qui elencati, i cibi che provocano maggiore infiammazione nell'organismo:
  • carboidrati raffinati: come pane bianco e dolci.
  • cibi fritti.
  • soda e bevande zuccherate.
  • carne rossa (hamburger, bistecche)
  • insaccati e carne lavorata (hot dog, salsiccia)
  • margarina.
  • strutto.
22 Dec 2021

Qual è l'effetto più fastidioso e frequente legato alla maggior parte degli oppioidi? ›

Il naloxone è un antagonista recettoriale degli oppioidi che agisce principalmente riducendo la depressione respiratoria, che è l'effetto più pericoloso dato da un'overdose da oppiacei.

Cosa prendere per dolori muscolari e articolari? ›

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  • VOLTAREN EMULGEL 2% DOLORI 100 GRAMMI. ...
  • OKITASK ANTINFIAMMATORIO 30 BUSTE OROSOLUBILI. ...
  • TACHIPIRINA 500MG ANTIPIRETICO 30 COMPRESSE. ...
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  • PARACETAMOLO SELLA 500MG ANTIPIRETICO 30 COMPRESSE. ...
  • MOMENT 200MG ANTINFIAMMATORIO 36 COMPRESSE.

Quanto si può vivere con le cure palliative? ›

Tuttavia, talvolta è necessario stimare un intervallo di tempo entro il quale è probabile che una persona muoia. Ad esempio, la prognosi richiesta per ottenere i servizi prestati dai centri di cure palliative è generalmente inferiore ai 6 mesi di vita.

Che cosa è il dolore? ›

Secondo la definizione ufficiale della IASP (International Association for the Study of Pain), il dolore è «un'esperienza emozionale e sensoriale spiacevole associata a un danno tissutale acuto o potenziale». Può essere di due tipi: acuto o cronico.

Come richiedere terapia antalgica? ›

A chi rivolgersi

Il primo passo è rivolgersi al medico di base che potrà indirizzare verso il Centro di terapia del dolore e cure palliative più vicino. In questi ambulatori specializzati sono presenti team di medici di diverse discipline in grado di trattare al meglio il problema.

Qual è il dolore più grande nella vita di un essere umano? ›

Infiammazione del Trigemino

Il trigemino è il quinto nervo del cranio ed uno dei più lunghi della testa. Molti di quelli che hanno provato questo tipo di dolore, lo rietengono il peggiore del mondo, insopportabile, che sembra non avere fine.

Cosa fare per distrarsi dal dolore? ›

Fortunatamente, c'è un modo rapido ed efficace per ridurre il fastidio: tossire. Lo dicono diversi studi: un colpo di tosse infatti aumenterebbe la pressione sanguigna; questo, a sua volta, aiuterebbe a ridurre la percezione del dolore al momento in cui l'ago che attraversa. Secondo i ricercatori.

Quali sono le malattie più dolorose? ›

L'elenco completo, in ordine sparso, è il seguente:
  • Appendicite.
  • Nevralgia del trigemino.
  • Pancreatite acuta.
  • Gotta.
  • Endometriosi.
  • Ulcera allo stomaco.
  • Fibromialgia.
  • Dolore post-operatorio.
12 May 2022

Quando si inizia la terapia del dolore? ›

La terapia del dolore è indicata in tutte quelle situazioni in cui il paziente soffre di un dolore cronico che condiziona negativamente la qualità della sua vita. Il dolore può essere causato da una patologia in atto o essere uno strascico di un problema di salute di per sé risolto.

Quanto dura una terapia del dolore? ›

Quanto dura la visita di terapia del dolore? La prima visita di terapia del dolore dura mediamente 15-20 minuti.

Chi ha diritto alla terapia del dolore? ›

Che sia per mal di schiena, emicrania, neuropatia o artrosi, fibromialgia o altre malattie ancora, ogni persona che soffre ha diritto ad avere la «terapia del dolore». Lo sancisce la legge n.

Quante sedute di terapia del dolore? ›

🔹Risposta --> Indicativamente si parla di 3-5 sedute, lasciando 7 giorni o più tra una seduta e l'altra. Il numero dei trattamenti, peró, varia a seconda di numerosi fattori che tra poco vedremo insieme.

Come si esegue la terapia antalgica? ›

Le opzioni possono essere molteplici: dalla supplementazione a una dieta equilibrata, dall'attività fisica alla riabilitazione, ma anche infiltrazioni o procedure avanzate di neuromodulazione, neurostimolazione e neurolisi per “colpire” in modo mirato le strutture nervose coinvolte nella genesi e nella trasmissione del ...

Quanto costa fare la terapia del dolore? ›

I risultati hanno mostrato che il trattamento più economico attualmente impiegato è la somministrazione per via orale "tutto il giorno" (8,23 €), mentre il più costoso è il blocco nervoso periferico continuo (€ 223,46). L'analgesia endovenosa controllata dal paziente costa 277,63 €.

Qual è il più potente antidolorifico? ›

La morfina e i farmaci morfino simili (come l'ossicodone, il fentanil e la buprenorfina) sono i più potenti analgesici esistenti in commercio, disponibili anche sotto forma di cerotti transdermici, da applicare sulla pelle.

Cosa prendere per il dolore cronico? ›

Farmaci
  1. Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS. Gli antidepressivi, gli antiepilettici e altri farmaci attivi a livello del sistema nervoso... ...
  2. Analgesici oppiacei. Gli antidepressivi, gli antiepilettici e altri farmaci attivi a livello del sistema nervoso... ...
  3. Analgesici adiuvanti.

A cosa serve la terapia? ›

Le terapie sono misure aventi lo scopo di riportare uno stato patologico a uno stato sano e rendere sopportabile la manifestazione di sintomi disagevoli.

Quanto si può vivere con le cure palliative? ›

Tuttavia, talvolta è necessario stimare un intervallo di tempo entro il quale è probabile che una persona muoia. Ad esempio, la prognosi richiesta per ottenere i servizi prestati dai centri di cure palliative è generalmente inferiore ai 6 mesi di vita.

Quando il dolore non passa? ›

Quando il dolore non passa e diventa intenso i metodi più efficaci per combatterlo sono: terapie con farmaci. tecniche chirurgiche specifiche per il dolore. tecniche di analgesia e anestesia locali.

Quando gli antidolorifici non fanno più effetto? ›

Perché l'antidolorifico non fa effetto? L'uso prolungato di antidolorifici oppioidi: causa alterazioni cerebrali; può richiedere l'assunzione in dosi sempre più elevate per dare lo stesso livello di sollievo dal dolore (tolleranza); può accentuare la sensibilità al dolore e intensificarlo.

Che cosa è una visita Algologica? ›

La visita algologica è una visita medica specialistica, un importante punto di contatto tra paziente e specialista in Algologia. L'Algologo concentra la sua attenzione sul dolore che il paziente avverte, anche qualora si tratti di patologia dolorosa multipla.

Come è fatta la morfina? ›

Generalità La morfina è un alcaloide naturale estratto dall'oppio, ottenuto facendo essiccare il liquido lattiginoso che fuoriesce dalla capsula immatura del Papaver somniferum dopo averla incisa.

Quanto costa un anestesista? ›

Il costo dell'anestesista: da un minimo di euro 500,00 fino al 30% dell'importo complessivo preventivato per l'intervento chirurgico; I farmaci, le soluzioni utilizzate ed infuse per via endovenosa (farmaci anestetici, cortisonici, antidolorifici, soluzione fisiologica) e i materiali di consumo non odontoiatrici.

Quali sono gli antidolorifici che non fanno male? ›

Poiché i FANS possono causare effetti collaterali importanti, si raccomanda spesso l'uso di alternative. L'alternativa principale per il dolore è il paracetamolo, disponibile come farmaco da banco e sicuro per la maggior parte delle persone.

Quali sono gli antinfiammatori che non fanno male allo stomaco? ›

Una alternativa agli antinfiammatori è il paracetamolo: non provoca danni allo stomaco ed è per questo il farmaco antidolorifico di prima scelta, indicato in particolare per persone che soffrono di problemi di stomaco, donne gravide e bambini.

Qual è il più potente antidolorifico naturale? ›

Il più potente antidolorifico naturale

L'estratto di corteccia di salice contiene acido salicilico, la composizione chimica dell'estratto è simile ai principi attivi del farmaco da banco.

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Author: Arielle Torp

Last Updated: 01/17/2023

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